Dal "Corriere di Como" di Domenica 22 gennaio
Palaghiaccio, genitori pronti alla battaglia contro la chiusura

Domani pomeriggio a Palazzo Cernezzi si terrà una commissione Sport infuocata
Gruppetti sparsi di genitori parlottano a bassa voce e si preparano alla grande protesta. Mentre i figli pattinano agilmente sul ghiaccio, gli adulti commentano, criticano e si mobilitano. L’argomento del giorno è sempre lo stesso: la temuta chiusura del palaghiaccio di Casate che da marzo rischia di interrompere ogni attività.
Ieri pomeriggio, mentre la struttura si riempiva sempre di più, si capiva che c’era qualcosa di strano rispetto all’atmosfera di un sabato qualunque. Le discussioni tra i genitori, infatti, erano sempre più animate. Ognuno esponeva la propria soluzione.
Tutti insieme cercavano di far fronte comune contro quello che viene visto come un vero incubo: la chiusura dell’impianto.
La vicenda è ormai nota: chi abita nei pressi della struttura si lamenta da tempo per i rumori provenienti dall’interno del palazzetto. Un’incompatibilità che ha spinto alcuni residenti ad avviare una causa che ha avuto come conseguenza quella di far cadere sulla testa di Mariano Montini, presidente di Como Servizi Urbani (la società al 75% del Comune che gestisce l’impianto), un decreto penale per inquinamento acustico.
Conseguenza: o si insonorizza tutto o si chiude. Il progetto per questo intervento è pronto, ma per colpa di vecchie questioni di confine del terreno, tutto è bloccato. Il 1° marzo però, senza l’insonorizzazione dell’impianto, l’azione legale promossa dai residenti proseguirà e per il palazzetto sarà la fine.
Il presidente Montini, infatti, nei giorni scorsi ha detto che per evitare altri guai, qualora non si dovesse arrivare a una soluzione, chiuderà. Famiglie intere, società sportive e amanti del pattinaggio si stanno dunque mobilitando. Domani pomeriggio si preannuncia a Palazzo Cernezzi, una commissione Sport infuocata. Alcune voci danno i genitori all’opera per realizzare striscioni di protesta da portare in Comune.
Ieri pomeriggio a Casate si avvertivano la preoccupazione e l’amarezza per una possibile chiusura, contro la quale sono tutti pronti a opporsi.
«Spero proprio che alla fine prevalga il buon senso e si riesca a trovare una soluzione. Sarebbe un vero delitto lasciare a piedi oltre 600 atleti e tanti appassionati – interviene Giovanni Valesi – Noi siamo pronti a farci sentire. Faremo la nostra parte per far capire che il palazzetto è importantissimo per i nostri ragazzi, per lo sport e per la città».
Intanto la protesta si accende sempre di più anche sul web dove il gruppo Facebook creato proprio per difendere il palaghiaccio continua a registrare nuove iscrizioni.
«Ho fatto agonistica per 15 anni – racconta Riccardo Leto – Sarebbe un vero disastro perdere il palazzetto. Anch’io parteciperò alle proteste civili che verranno fatte. Devono capire che questa struttura è decisiva per una città come la nostra. Attira tantissimi giovani e li invoglia a praticare una disciplina sportiva». A rischio, come detto, ci sono più di 600 atleti che si allenano a Casate, tra pattinaggio artistico, sincronizzato e hockey. «Sono comasca e come tale non posso che essere profondamente amareggiata da questa notizia – dice Katia Saglio – Spero sinceramente che non si tolga a tanti ragazzi la possibilità di praticare uno sport». Anche l’ultima voce è allineata. «Bisogna assolutamente fare qualcosa per salvaguardare l’impianto – conclude Patrizia Mattaboni - Il palazzetto di Casate da sempre rappresenta un punto di aggregazione vitale per i giovani».
Fabrizio Barabesi
Dal Corriere di Como 22 gennaio 2012
Magitteri: «Bisogna evitare questa fine ingloriosa»

L’ex campionessa di pattinaggio
«Ho iniziato ad allenarmi nel palazzetto di Casate nel 1999. Avevo 11 anni. Sono affezionata a questa struttura. Sentire la notizia di una possibile chiusura non può che rattristarmi profondamente. Spero però che si riesca a evitare questa fine ingloriosa».
Le parole sonodella lariana Laura Magitteri, ex campionessa di pattinaggio. «Quando chiude una struttura sportiva è sempre un male. Si parla molto del ruolo educativo che ha lo sport. Si sottolinea spesso la necessità di dare ai giovani spazi dove poter svolgere attività fisica – precisa l’ex campionessa - Si evidenzia con enfasi il ruolo sociale dello sport come mezzo per tenere i ragazzi lontani da compagnie e passatempi pericolosi. Tutti validissimi motivi per mantenere in vita il palazzetto di Casate». Si tratta di una lotta «necessaria anche per salvaguardare i tanti atleti che qui hanno la loro casa. Senza dimenticare chi a Casate lavora», aggiunge Laura Magitteri.
«Ho sentito che i genitori dei ragazzi sono tutti molto agguerriti e pronti a dare battaglia. Non posso che sostenerli. Le società sportive da tempo hanno affidato la questione a un avvocato. Capisco la preoccupazione di tutti. Non so sinceramente come andrà a finire la vicenda. Spero, però, che la mobilitazione sul web e l’annunciata partecipazione di molte persone alla commissione Sport di domani (convocata alle 17 a Palazzo Cernezzi, ndr) siano mosse utili per riuscire a centrare l’obiettivo: salvare il palazzetto di Casate», conclude Laura Magitteri.
Fabrizio Barabesi








