Dal "Corriere di Como" del 26 Gennaio 2012
Le tre agonie (diverse) degli impianti storici

Le strutture del capoluogo
L’inesorabile declino del vecchio Sinigaglia e del palazzetto di Muggiò. I problemi di Casate
Cercasi struttura sportiva in buono stato. È questa la situazione che atleti e appassionati vivono a Como.
Nelle ultime settimane, lo spettro della chiusura del palazzetto del ghiaccio di Casate ha riportato d’attualità il problema della mancanza di infrastrutture dedicate allo sport. Entro la fine di febbraio, infatti, o si riuscirà a trovare una soluzione, o l’impianto verrà chiuso. Con la conseguenza di lasciare più di 600 atleti senza un posto dove potersi allenare. La vicenda è nota: chi abita intorno alla struttura si lamenta da tempo per i rumori provenienti dal palazzetto. Una situazione che ha convinto alcuni residenti ad avviare una causa che ha portato a un decreto penale per inquinamento acustico. E così, o si insonorizzerà tutto o si dovrà chiudere.
Il progetto per questo intervento è pronto, ma per vecchie questioni di confine è ancora tutto bloccato. Il primo marzo, però, l’azione legale promossa dai residenti potrebbe mettere la parola fine alle attività del palazzetto.
Si sono mobilitati tutti. Dagli atleti, ai genitori, ai politici locali. E anche il presidente della Circoscrizione 3, al cui interno si trova il palazzetto, ha espresso solidarietà. «Siamo al fianco di chi si sta battendo per il palazzetto - ha detto il presidente Mirko Pontrelli - Speriamo che il problema si possa risolvere in breve».
Altro fronte caldo è quello del palazzetto di Muggiò. Dopo lunghissime discussione, infatti, lo scorso 18 gennaio è stato dato il via libera, dopo decenni di discussioni, al progetto e alla relativa variante urbanistica per il Villaggio dello Sport. Il documento votato prevede una nuova piscina all’aperto, due campi da beach volley, un palazzetto dello sport polifunzionale da 3mila posti, tre campi da calcetto esterni, un immobile commerciale e uno destinato alla ristorazione. Ma anche spazi verdi, circa 700 posti auto e la riqualificazione di via Sportivi Comaschi. Sulla carta, tutto bellissimo. Non fosse che la società privata che avrebbe dovuto realizzare il nuovo polo - di cui si parla da decenni - ha già comunicato che ben difficilmente, alle condizioni originarie, i sogni potranno diventare realtà.
Infine, per quanto riguarda la casa del calcio Como, lo stadio Sinigaglia, oltre alla suggestiva idea di riportare in vita il vecchio anello ciclabile, tutto è fermo al marzo del 2010. Cioè, quando, dai cassetti del presidente Amilcare Rivetti uscirono i rendering per una futuribile ristrutturazione dello stadio. Ai tempi si parlò di una cifra oscillante tra i 15 ai 20 milioni di euro per risistemare il Sinigaglia. Due le ipotesi. La prima sarebbe ristrutturare completamente l’attuale stadio, ricostruendo curve e tribuna distinti per ricavare sotto le gradinate 12mila metri quadrati di negozi e spazi polifunzionali. Lo stadio verrebbe rialzato di 3 metri per realizzare, dove oggi c’è il campo da gioco, un posteggio da 9mila metri quadrati. La seconda soluzione invece sarebbe spostare lo stadio fuori città, a favore di un nuovo impianto a Lazzago. Il risultato di tante idee? Per ora, il solito: il vecchio Sinigaglia, noto come “Frankenstein”, è sempre uguale.
Fabrizio Barabesi








